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Diffusione del Go in Italia |
Enrico Tognoni - 16 settembre 1998 |
Tibaldi Carlo wrote:
> In Italia si gioca (da adulti) molto, molto, molto meno che negli altri > paesi. Anzi in genere in Italia il gioco da adulto è riprovevole e per lo > più quando si parla di gioco si intende (anche senza specificarlo) "gioco > d'azzardo". Forse se si giocasse a Go a soldi (come in Corea) ci sarebbero > molti più giocatori, ma questa è un'altra storia (che non credo in linea con > la filosofia della FIGG). >
Non vedo la situazione così grama come la descirve Tibaldi sul
gioco , esistono due dimensioni, una fatta di appuntamenti sociali ,
di clubs, dove una persona si muove e fa le "serate" mescolandosi a
persone che potremmo definire occasionali, l'altra è una situazione
dove ci si ritrova tra persone strettamente legate, vedi amici o
parenti e si passa il tempo giocando.Non posso che individuare
nell'espressione "i pochi che giocano" , le persone della prima
categoria, quelle che appartengono a clubs o che hanno appuntamenti
fissi nel corso della settimana in attività aperte al pubblico.
Sarebbe una vera e proprio sconfitta culturale e sociale se dovessimo
rivolgerci a questi "pochi" per convincerli a giocare, il go va
diffuso non con lo scopo di avere più giocatori, ma per arricchire
le persone , proprio come arricchiscono i giochi come gli scacchi, o
la dama o i classici giochi di carte degli italiani, briscola, scopa,
treessette o scala quaranta ....
Non abbiamo bisogno dei forzati del gioco, e neanche di convincere le
persone a giocare a go, ma dobbiamo far conoscere il gioco, il go è
un gioco semplice nelle regole più semplice della dama, legato
totalmente alla creatività (libera) delle persone il livello di
complicazione che può raggiungere e ben superiore a quello degli
scacchi, questo non significa che le persone debbano giocare come dei
fenomeni per divertirsi, del resto basta guardare noi ..... anzi se
il go può sopravvivere a noi (in Italia intendo), lo può fare
solo attraverso la diffusione culturale ovvero attraverso il gioco di
quelle persone che non necessitano altro per giocare che di conoscere
le regole e avere il gioco sottomano tra amici o familiari , senza
andare alla spropositata ricerca della prestazione e della vittoria
sull'avversario, ma semplicemente ricchi di quell'innocenza che noi
abbiamo ormai perduto che consiste nel giocare divertendosi insieme
:)
> Quindi il problema è come convincere i pochi che giocano a giocare "a/anche > a" Go.
buuh buuuh :)
Enrico Tognoni
Eventuali risposte saranno pubblicate sul sito, mandatele per e-mail a etognoni@cursore.it
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